Storia
Mons. Amilcare Boccio
Fondatore e “Padre” delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù, avvia il progetto fondazionale della nostra Congregazione il 25 marzo 1924, solennità dell’Annunciazione a Sale / AL (Italia).
Madre Guglielmina Remotti
“primissima e solida colonna dell’Opera dell’Amore”, accoglie l’invito del Padre a “coadiuvarlo nella fondazione”.
La comunità delle origini
Guglielmina Remotti, Ines Goggi (1891-1979), Teresa Soncini (1899-1991) e Pierina Leoni (1898-1989), costituiscono la comunità delle origini, denominata: “Vittime d’amore per il Trionfo dell’Amore Misericordioso del Cuore Eucaristico di Gesù”.
Figlio di umili origini
Amilcare Agostino Boccio nasce a Sale il 12 marzo 1891, primogenito di una famiglia di modeste condizioni. Il padre, Angelo (1868-1918), dolce, sereno e ottimista, nel duro lavoro di fabbro ferraio gli è modello di fortezza e di sacrificio per amore. La mamma, Giuseppina Pasino (1868-1944), filatrice di seta, donna forte e decisa, di fede viva e ardente, gli insegna a “pregare sempre” e ad “amare Dio e il prossimo”; da lei impara a confidare nel Sacro Cuore e in Maria, ad adorare l’Eucaristia e a stimare i Sacerdoti.
Il primo grande desiderio
Amilcare, ancora fanciullo, serve talvolta Messa a San Luigi Orione (1872-1940), il quale, parlando del Sacro Cuore, ripete sovente: “Egli ha fame di anime e sete d’amore”. Queste parole suscitano nel cuore di Amilcare, l’immediato desiderio di rispondere all’Amore con amore: “Oh, Signore, potessi toglierti questa fame e questa sete!”.
Seminario minore
Il 2 dicembre 1902, entra nel Seminario minore a Stazzano e si rivela “tutto amor di Dio e studio”.
La chiamata decisiva
Il 2 febbraio 1911, nella cappella dell’Immacolata del Seminario maggiore, a Tortona, Amilcare riceve ed accoglie la “prima grande grazia” della sua chiamata: Cristo, “con una voce potente ed un’azione trasformatrice”, lo prende “totalmente nel Suo Cuore”.
Egli risponde con un “«sì» senza riserva” e sacrifica la sua passione per la musica col motto: “Che io viva solo per amarti e per farti amare”.
Un chiaro orientamento
In quello stesso anno, alla lettura della vita di Teresa di Lisieux (1873-1897), il Padre sente l’invito a seguirla, a condurre le anime per la via della fiducia, della semplicità e dell’amore.
La devozione al Sacro Cuore
Amilcare, affascinato fin da bambino dalla vita dei martiri, a vent’anni, sull’esempio del Beato Teofano Vénard (1829-1861), sogna d’essere missionario in terre lontane. L’ardente desiderio di compiere solo la volontà di Dio lo porta a scoprire la sua “speciale vocazione”. Il 16 agosto 1911 lo Spirito Santo suscita in lui il primo pensiero della “pratica d’unione con Dio”. Cresce allora “immensamente” in lui la devozione al Sacro Cuore e il 26 agosto 1912, insieme ad alcuni chierici, dà inizio alla nuova associazione.
Primi anni di sacerdozio
Amilcare, il 5 luglio 1914, è ordinato Sacerdote dal Vescovo Ausiliario, Mons. Pietro Andrea Viganó (1858-1922), nella chiesa di S. Simone a Tortona, al termine dell’episcopato di Mons. Igino Bandi (1847-1914). Scoppiata la prima guerra mondiale è chiamato alle armi. Come giovane cappellano “di fede profonda, viva e sentita”, suscita l’ammirazione, il rispetto e l’affetto di tutti, e il 12 dicembre 1917, in una furiosa battaglia rimane gravemente ferito.
Incontri con personaggi del suo tempo
La consacrazione dei soldati al Sacro Cuore permette al Padre d’incontrare la Serva di Dio, Armida Barelli (1882-1952), futura presidente della Gioventù Femminile Cattolica Italiana, P. Agostino Gemelli (1878-1959), futuro fondatore dell’Università Cattolica, Don Giovanni Rossi (1887-1975), che fonderà nel 1939 l’associazione pro Civitate Christiana, P. Giovanni Semeria (1867-1931) e Don Minozzi (1884-1954) che daranno inizio all’Opera nazionale a favore degli Orfani di guerra.
La prima grande luce
Il 4 gennaio 1918, durante la convalescenza a Busto Arsizio (MI), il Padre, raccolto in preghiera, ha “la prima grande luce” “su quello che il Sacro Cuore vuole per i nostri tempi”: “anime generose” che cooperassero “allo stabilirsi del suo Regno di misericordia”. È la chiamata a diffondere la “pratica d’unione con Dio”.
Lo stesso giorno il Padre comunica la “pratica d’unione” alle Suore della carità dell’ospedale di Busto Arsizio. Nei giorni seguenti scrive a Guglielmina Remotti, le parla della sua ispirazione e la invita a diventare zelatrice del nuovo “apostolato di carità spirituale”.
Ispiratrice dell’Opera
Trasferito all’ospedale “S. Corona” di Milano, nella prima decade di febbraio, egli rilegge Storia di un’anima e ha il “primo pensiero chiaro” sulla nostra Congregazione.
Don Amilcare vede nell’offerta di Teresa del Bambino Gesù, quale “Vittima d’Olocausto all’Amore Misericordioso del Buon Dio” il “segno caratteristico della nuova Istituzione”. Per questo, la maestra della “piccola via” è considerata “ispiratrice dell’Opera” e “nostra prima sorella”.
Le prime riunioni a Sale
Mentre il Padre è ancora al fronte, nella primavera del 1919, Guglielmina Remotti organizza a Sale le prime riunioni delle giovani interessate alla “pratica d’unione” per far conoscere il significato di “Vittima d’Amore”.
Il progetto matura nella preghiera
Terminata la guerra, Mons. Simon Pietro Grassi (1856-1934) affida a Don Amilcare l’incarico di direttore spirituale nel Seminario minore di Stazzano, compito che gli permette lunghi tempi di preghiera e di riflessione.
A Sale gli incontri tra le ascritte si fanno sempre più frequenti: adunanze serali, a volte tenute da Guglielmina, qualche volta da Don Boccio.
L’udienza dal Papa Pio XI
Nell’autunno del 1922, il futuro Fondatore si reca a Roma per domandare l’approvazione e le indulgenze per la “pratica d’unione”.
Invocata Maria, Madre del Buon Consiglio a Genazzano, e fatta promessa di sua speciale venerazione, il 12 settembre è accolto in udienza da Pio XI (1922-1939) e riceve benedizioni speciali sulle sue “intenzioni”.
L’approvazione scritta porta la data del 27 settembre 1922.
L’inizio nella Piccola Betlemme
Il 25 marzo 1924, Solennità dell’Annunciazione, nella casa paterna di Guglielmina, chiamata da allora “Piccola Betlemme”, le nostre prime quattro sorelle, dinanzi a Gesù-Eucaristia, si offrono totalmente alla Misericordia divina. Esse pronunciano i voti di castità e d’obbedienza, di “consacrazione speciale al S. Cuore per il Suo più vicino trionfo” e la promessa di povertà.
L’erezione dell’Istituto
Nella solennità dell’Annunciazione, del 1934, la nuova comunità viene eretta a Istituto religioso con il Decreto di approvazione diocesana e con esso riceve il nome di: Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù.
Decretum Laudis
Il 21 febbraio 1956 la Santa Sede emana il Decreto di lode alla Congregazione e approva le Costituzioni «ad experimentum», per 5 anni. Le Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù, nate a Sale (AL /Italia), sono così riconosciute come Istituto di diritto pontificio.




